L'URNA   VILLANOVIANA

Durante gli scavi del sottopassaggio di via delle Cascine fu rinvenuto dal Gruppo Archeologico Pisano un frammento di vaso (a sinistra) di straordinaria importanza per l’archeologia pisana. Si tratta di parte della spalla di un’urna cineraria di tipo villanoviano, in impasto buccheroide, certamente pertinente ad una sepoltura ad incinerazione. Il frammento è decorato con meandri realizzati con tre solcature parallele. E’ questa, per ora, l’unica testimonianza di questo tipo di sepolture villanoviane nell’area pisana.

A lato è illustrato il posizionamento del frammento su un’urna integra, con uguale motivo meandriforme, proveniente dalla necropoli di Ca’ dell’Orbo (Bologna).

La civiltà Villanoviana, databile tra il IX e l’VIII sec. a.C., costituisce l’ossatura culturale da cui deriverà in seguito la civiltà etrusca. L’organizzazione sociale era basata sui villaggi. Le sepolture di questa fase erano ad incinerazione dentro le caratteristiche urne biconiche decorate a motivi geometrici, poste talvolta dentro ziri in pietra o strutture litiche costruite. Il coperchio del cinerario era una ciotola rovesciata o, nei casi di maggior rango, da un elmo crestato o chiodato in bronzo o replicato in ceramica. In generale il corredo era costituito da monili in bronzo, come le fibule ad arco semplice, ad arco ritorto o a sanguisuga, e da una sorta di rasoio di forma lunata, oggetto questo con probabile uso rituale.